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NOTTE DXCIII

STORIA

D'INS-AL-VUGIUD E DI VIRD-AL-IKMAM,

FIGLIA D’IBRAHIM, VISIR DEL SULTANO SCIAMIKH.

— Un possente sultano, che moltissimi anni fa regnava, aveva un visir chiamato Ibrahim, la cui figlia era la più bella e compita dei suo tempo. La sua avvenenza le aveva fatto imporre il soprannome di Vird-al-Ikmam, bottone di rosa. Aveva il sultano Sciamikh l'uso di tenere ogni anno un’assemblea generale di tutti i grandi del regno e delle persone più distinte nelle scienze e nell'arti. Durante il tempo di quella riunione, erano tutti trattati magnificamente a spese dello stato. I primi spiegavano davanti al sultano la loro destrezza negli esercizi ginnastici, e gli altri sottoponevangli le invenzioni ed i prodotti del loro genio. Premi ragguardevoli venivano poscia accordati a coloro che da’ giudici, a tal uopo destinati, ne erano giudicali degni. In uno de’ giorni consacrati a tal festa, la figlia del visir, dall’alto d’un balcone, a cui stava seduta per vedere i giuochi, fu vivamente colpita dal maschio aspetto e dalle grazie d’un giovane signore, al quale le belle sue doti avevano già meritato il nome di Ins-al-Vugiud, ossia perfezione delle creature. Il cuore della fanciulla rimase trafitto dagli strali d’amore, e dessa, abbandonandosi a tutta la foga della sua passione, incaricò una confidente di