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in viaggio dopo qualche tempo. E sulla porta dell’edifizio fu di suo ordine collocata una statua che le somigliava perfettamente, comandando che ogni forestiero, il quale desse segni di emozione al vederla, fosse immantinenti fermato e condotto alla di lei presenza.

«Parecchie settimane erano trascorse, allorchè il padre della giovane fuggitiva, percorsi molti paesi in cerca della figliuola, giunse davanti all’edificio, e vedendo la statua, si mise a sclamare: — Aimè! quanto somiglia alla povera fanciulla che ho perduta!» A tale esclamazione fu senz’altro condotto alla reggia, alloggiato in un appartamento magnifico, e trattato col massimo rispetto, ma lasciandogli totalmente ignorare il motivo del suo arresto e la sorte cui era riserbato. Alcun tempo dopo, l’amante disperato, il quale, dalla partenza del perfido capitano, aveva percorse molte città per iscoprire la prediletta, giunse anch’egli a quel caravanserraglio, ed all’aspetto della statua, non fu più padrone de’ propri sensi, sospirò e svenne. Immediatamente le guardie s’impadronirono di lui e lo condussero al palazzo, dove, tornato in sè, rimase stupefatto del rispetto e delle attenzioni che gli prodigavano; i suoi custodi, e della maniera splendida, con cui veniva trattato. Ma in vano informavasi della cagione di sua prigionia; la sola risposta coi potè ottenere fu: — Signore, fatevi coraggio, ed acchetatovi sinchè piaccia alla Provvidenza liberarvi dalla cattività.» Il padrone dell’equipaggio, il quale aveva corsi tutti i porti nella speranza di rinvenire il vascello, giunse anch’esso nella città, ed udendo parlare dell’ospitale accoglienza che nel caravanserraglio ricevevano i forestieri, venne a presentarsi alla porta; ma appena ebbe volti gli occhi sulla statua, gridò: — Quanta somiglianza coll’artificiosa donna che mi ha involato il mio vascel-