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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/790


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non tradire la causa dei sovrani, prevenendo le conseguenze del mal esempio che i miei soldati davano alle milizie dei monarchi vicini; e sperava che con un po’più di tempo queste misure....

«— Il tempo non ci farebbe nulla,» interruppe l’uomo di Dio; «le vostre misure, o signore, non sono riuscite. Il sultano di Gerusalemme non vi teme più, e non vi perdona la pace rovinosa ed umiliante che imponeste al sultano d’Aleppo, suo antico alleato. Egli ha risposto al vostro messo che se ne rimetteva alla decisione del cielo, e che vivrebbe da buon amico col principe che salisse sul trono di Damasco. L’altro ufficiale fu scoperto ed arrestato, e le lettere di cui lo incaricaste pei vostri segreti amici, non serviranno che ad indicare al tiranno le teste da abbattere.

«— Moriamo adunque,» sclamò di nuovo Safeddin; «il cielo lascia trionfare il delitto ed il mio nemico; il cielo, che dovrebbe vendicarmi, vuol la mia perdita.

«— No,» riprese gravemente il santo dottore, «no, il cielo vi vuol salvo, e, cosa che gli rendete men facile, brama correggervi del vostro orgoglio ed istruirvi; egli poteva prevenire lo vostre sciagure, e ripararle, sia coi mezzi da voi scelti, sia con altri d’egual fatta. Ma col medesimo orgoglio vi sareste ostinato a sconoscere la sua provvidenza. Ciò ch’ella avrebbe fatto per voi, celandosi sotto il velo degli umani eventi, l’avreste attribuito agli uomini, ed in ispecial guisa a voi medesimo. La riconoscerete voi almeno nel prodigio di cui siete per essere spettatore? Alzate gli occhi, principe, e guardate l’esercito ausiliare ch’essa vi manda dalle estremità della terra. —

«Il sultano alzò gli occhi, e vide arrivare dalla parte d’Oriente uno stuolo d’uccelli meno nume-