Apri il menu principale

Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/73


13


NOTTE CDXV


— Quanto al principe Alì ed alla principessa Nuronnihar, non avendo essi presa parte alcuna nella cospirazione contro Ahmed, allora vendicato dal nano, e della quale anzi non avevano neppur avuta cognizione, il nuovo monarca assegnò loro per appannaggio una estesissima provincia, colla sua capitale, dove recaronsi a passare il resto de’ loro giorni. Inviò anche un ufficiale al principe Hussain, suo fratello maggiore, per annunziargli il cambiamento accaduto, ed offerirgli di scegliere in tutto il regno la provincia che più gli piacesse, per goderne in perpetuo dominio. Ma Hussain trovavasi tanto felice nella sua solitudine, che incaricò l’officiale di ringraziare da propria parte il sultano suo minor fratello della gentilezza che voleva usargli, assicurarlo della sua sommissione, e manifestargli che la sola grazia onde lo pregava, era di permettere che continuasse a vivere nel prescelto ritiro.»

Il dì non compariva ancora, e Scheherazade, vedendo che col racconto delle sue storielle teneva il Sultano delle Indie nell’incertezza di sapere se la farebbe morire o lascerebbela in vita, ne cominciò tosto un’altra in questi sensi: