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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/67


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conosceva la Fontana dei Leoni, ed il pericolo cui bisognava esporsi per andare ad attingerne l’acqua.) «Fatemi il piacere,» soggiunse, «di spiegarmi per qual astuzia, ossiavvero per qual forza incredibile poteste guarentirvene,

«— Sire,» rispose il giovane, «io non ho veruna parte nel complimento di vostra maestà; esso devesi tutto intiero alla fata mia sposa, e non mi attribuisco altra gloria fuor di quella d’aver eseguiti gli ottimi suoi consigli. -

«Allora gli spiegò quali fossero stati questi consigli, col racconto del viaggio intrapreso, ed in qual modo si fosse comportato. Quand’ebbe finito, il sultano, dopo averlo ascoltato con grandi dimostrazioni di gioia, ma nel segreto dell’animo con pari gelosia, che crebbe a dismisura invece di scemare, si alzò, e ritiratosi solo nell’interno del palazzo, mandò subito a chiamare la maga, che in breve gli comparve davanti.

«La megera risparmiò al sultano la briga di parlarle del principe Ahmed e del felice esito del suo viaggio, essendone già stata informata dal rumore che se n’era sparso, ed aveva preparato un altro spediente immancabile per imbarazzarlo, ed anzi farlo perire, a quanto pretendeva. Lo comunicò quindi al sultano, ed il giorno appresso, nell’adunanza dei cortigiani, questi lo dichiarò al principe Ahmed in questi termini: — Figliuolo,» gli disse, «ho una sola preghiera da farvi, dopo la quale non avrò più nulla ad esigere dalla vostra obbedienza, nè a domandare alla fata vostra consorte, ed è di condurmi un uomo che non abbia più d’un piede e mezzo di statura, colla barba lunga trenta piedi, che porti in ispalla una stanga di ferro del peso di cinquecento libbre, di cui si serva come di bastone a due capi, e che sappia parlare. —

«Credendo Ahmed che non vi fosse al mondo un