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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/55


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NOTTE CDX


— Alla domane, quando il principe Ahmed si fu presentato davanti al padre, il quale intertenevasi co’ suoi favoriti, ed ebbe preso posto presso la di lui persona, la sua presenza non impedì che la conversazione non continuasse ancora qualche tempo su varie cose indifferenti. Poi, il sultano, prendendo la parola, e volgendosi al principe Ahmed: — Figliuolo,» gli disse, «quando veniste a trarmi dalla profonda tristezza in cui mi aveva immerso la lunga vostra assenza, voi mi faceste un mistero del luogo che sceglieste a vostro ritiro; ed io, lieto di rivedervi e sentire che eravate contento della vostra sorte, non volli penetrare nel vostro segreto, appena compresi che non ne avevate piacere; Non so qual ragione possiate aver avuta per trattare in tal modo con un padre il quale, sin d’allora, come oggi faccio, vi avrebbe dimostrata la parte che prendeva alla vostra felicità. So qual è questa felicità; me ne rallegro con voi, ed approvo il partito preso di sposare una fata degna tanto di essere amata, sì ricca e potente, come da buona fonte ho saputo. Possente qual io sono, non mi sarebbe stato possibile procurarvi un matrimonio consimile. Nell’alto grado, al quale foste sollevato, grado che potrebb’essere da ogni altro invidiato fuorchè da un genitore par mio, vi domando non solo che continuate a viver meco in buona armonia, come sempre faceste sino al presente, ma ben anco vogliate adoperare tutto il credito che aver potete presso la vostra fata