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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/471


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— Nulla vi sarà meno malagevole,» rispose colui ch’egli interrogava. «Il tiranno accumulò in questa fortezza, insieme alle dovizie della nostra regina, tutte quelle dell’isola della quale si è impossessato, e dacchè siete qui il padrone, voi nuotate nell’abbondanza. Le donne che vedete là in fondo al cortile, e che la loro situazione impedisce d’accostarsi, erano al suo servigio; mostrarono troppo affetto per lei dopo la sua disgrazia, ed un carcere fu la ricompensa della loro fedeltà.

«— Cercate,» disse Habib, «tutti quelli ch’erano addetti alla persona della vostra regina, e venga ripristinata nel possesso d’un palazzo, in cui tutto a lei appartiene. — Anch’io era al suo servizio,» riprese l’altro, «ed in un posto di fiducia, — Voi lo riprenderete,» disse Habib, «s’ella lo stimi opportuno; intanto, adunatele intorno tutto ciò che qui può contribuire a’ suoi comodi, e se conoscete gli appartamenti del castello, dopo aver parlato a quelli che devono riunirsi per servirla, mi accompagnerete, affinchè io possa scortarla nel più magnifico. —

«In un momento, le persone che devono comporre la servitù della dama dai bei capelli son raccolte; Habib a lei le presenta, e la prega di accettare la sua mano. — Voi rientrate ne’ vostri diritti, o madama,» le disse; «comandate qui, e concedete al cavaliere di Dorrat Algoase l’onore di ricondurvi nel vostro palazzo. —

«La dama dai bei capelli, abbassati gli occhi, si lasciò condurre in un appartamento per lei dal genio preparato, ed al quale essa aveva preferita la gabbia ond’era stata allora tratta. Vi regnava la maggior magnificenza, e la dama trovò subito molto più che necessario non fosse per vestirsi convenevolmente ella e tutta la sua corte. Le tre figlie del mare l’avevano seguita, e come compagne del cavaliere arabo,