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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/459


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del Caucaso!» Nel medesimo punto, spariscono tutti gli avanzi dei mostri: libera e solitaria è la spiaggia, e Racascik più non esiste se non nella memoria dei ribelli.

«Un tetro silenzio succede all’agitazione della spaventevole scena; Habib, vincitore, riconoscendo la volontà dei destini, si prosterna davanti l’astro che lo illumina.

«— Potenza cui nulla resiste! rovesciati sono i tuoi nemici; il tuo soffio li ha dispersi: che fu delle loro reliquie? —

«Habib rialzasi, confuso delle grazie che riceve, ma non vede il laccio che alla sua modestia tende la gratitudine.

«La riva era coperta dalle figlie del mare, coronate d’alghe marine, cinte di ghirlande: venivano a render omaggio al loro liberatore, e deporre a’ di lui piedi le ricchezze del loro elemento; il concerto delle voci, le grazie del portamento avrebbero intenerito il cuore più feroce; circondando l’eroe, prosternatisi a’ suoi ginocchi; la giovane Ilzaide e le sue sorelle erano le più premurose delle altre; ma il giovane, confuso, ricusa quelle dimostrazioni.

«— Io nulla feci per voi,» dice, «e voi nulla dovete ad un uomo che adempì appena al proprio dovere: non son qui moschee dove sia adorata la divinità? Andiamo al tempio; colà io vi precedo. Non v’ha qui alcun suddito fedele della vostra regina Dorrat Algoase? A lei rimetterò questi doni, ch’io non deggio accettare se non per lei. —

«Allora presentasi un vecchio genio nella forma sua naturale, col capo curvo dal peso de’ secoli, spezzate le ali, ed il corpo illividito dai ferri, de’ quali lo aveva carico il tiranno; si chiamava Balazan.

«— Signore, «disse, «quando regnava la regina Camar Alzeman, avevamo qui tre moschee; Racascik le