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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/446


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caronsi sull’istante lo porte delle spelonche che racchiudevano gli schiavi ribelli, ed essi n’uscirono in fretta: voi diventavate la prima loro vittima, se non aveste fatto uso del talismano, al nome del quale essi furono altra volta sommessi; spaventati a tal vista, alzaronsi nell’aria, precipitaronsi nell’onde, e produssero la tempesta della quale foste testimonio.

«Io li seguii alla testa de’ miei; cominciammo il tremendo combattimento di cui vedeste gli effetti senza comprenderli: allora voi adoperaste i soli mezzi che fossero in poter vostro; la riuscita loro nelle mani d’un fedele musulmano era indubitabile. Tosto caddero lor di mano le armi; colti da improvviso stupore, rovesciaronsi come masse di terra; i nostri guerrieri li hanno incatenati e racchiusi nelle caverne che li avevano vomitati: ma senza il vostro aiuto, il combattimento durerebbe ancora.

«Non vi rimprovererò per la distrazione che allontana i vostri successi, e vi espone ad inudite fatiche per riescirvi: è colpa sol dell’amore, e la passione che v’arde è l’effetto della vostra stella.

«Rammentatevi le cognizioni che acquistar doveste visitando i tesori del gran Salomone. Troverete per ogni dove, ed in voi medesimo, le armi che assicurano i successi del vero cavaliere; ei fa ch’esse a lui si presentino piuttosto nell’avversità che nei casi felici.

«I consigli che qui vi do, sono gli ultimi che da me riceverete.... Siete in una carriera nella quale arrossireste di riportare vantaggi con piccoli mezzi; non è che il cielo dal quale se ne possano ottenere senza vergogna, e che si possa oltre misura sollecitare, quando si è saggi nelle proprie mire e trionfar si voglia senza orgoglio. Addio, mio caro Habib; vi lascio in mezzo a tutti i bisogni, in preda a nuove avventure; ma credo che avrete il coraggio di bastare a tutto.»