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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/437


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la lama d’un’enorme scimitarra; scacciate ogni timore, e volgete gli occhi su di lei; io vi ho sufficientemente istruito nella scienza dei caratteri talismanici; pronunciate ad alta voce ciò che leggerete su quella lama d’acciaio, ed imprimetevi quelle parole nella memoria si che per nessun turbamento cui doveste provare, non se ne possano cancellare: ne dipende la vostra sicurezza.

«Allora lo schiavo vi sarà sommesso; disarmatelo, prendete, colle chiavi, la scimitarra del gran Salomone; ma invano cercherete il talismano, avendolo voi fatto sparire nel pronunziar le parole che lo formavano. Aperta poscia la prima delle quattro porte, la richiuderete colla medesima precauzione: ivi vedrete le armi di Salomone, ma non insignoritevi nè dell’elmo, nè della corazza, nè dello scudo; avete la sua scimitarra, e non è di ferro che dovete armarvi. Salomone vinse col coraggio, colla forza, la pazienza e la prudenza. Quattro statue coperte di geroglifici vi rappresenteranno queste quattro virtù; riflettete a lungo su quei dotti emblemi, e sappiatevene appropriare il senso; saranno armi che non potranno mai esservi tolte; esaminate con attenzione quello del profeta al par della scimitarra dello schiavo; i lumi che ne raccorrete vi metteranno in grado di vincere tutti i nemici che si presentassero; ma senza ciò, e se dimenticaste i caratteri incisi sulla sciabola, pensate di non aver tra le mani se non un’inutile lama d’acciaio, che la ruggine ed il tempo consumeranno.

«Soggiornato in questo primo luogo tutto il tempo che stimerete opportuno, varcate d’un salto lo spazio che conduce alla seconda sala, sempre aprendo e chiudendone la porta colla medesima cura: l’arme che vi penderà dalla cintura, le parole che proferirete, vi renderanno padrone degli schiavi custodi, chiunque siano. Non discenderò qui ai particolari delle ricchezze