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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/436


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«Attraverserete tutte le sale nelle quali Salomone rinchiuse i suoi tesori; la prima contiene le più preziose e le vere armi mediante le quali ei giunse a quell’alto grado di potere che rese attonita la terra. Questa parte è la meno custodita, e quella che trovasi più esposta alle ricerche degli uomini; quanto sarebbero felici, se, potendo giungere sin là, si contentassero di acquistarle senza voler penetrare più oltre!

«Salomone superò colla sapienza tutti gli uomini. Egli ne fissò i principii e le applicazioni con trecento sessantasei geroglifici, ciascuno de’ quali chiede all’intelletto meglio assennato un giorno di studio per isvelarne il senso misterioso; volete darvi la pena di penetrarlo? — Amo Dorrat Algoase,» rispose Habib; «dessa è in pericolo; voglio armi per combattere Abarikaf! Cercherò istruirmi quando avrò vinto. — Si potrebbe esser meno di voi degno di scusa,» ripreso il genio; «ma dacchè Salomone scomparve dalla faccia della terra, cinquecento cavalieri penetrarono in questi inospiti deserti; tutti hanno negletti gli studi ch’io vi propongo, per correre ai tesori racchiusi nelle cavità di questo immenso sotterraneo; volevano prima di tutto soddisfare alla loro passione, come voi cedete alla vostra; uno solo di loro non è tornato: l’ignoranza li fece soccombere: procurerò nondimeno di guarentirvi dalla medesima disgrazia.

«Vi condurrò alla prima porta: vedrete a terra una chiave d’oro: raccoglietela, ed aprite. La molla della serratura cederà al minimo sforzo: accompagnate l’uscio con precauzione, affinchè si richiuda senza rumore.

«Sarà in questa prima sala uno schiavo negro di statura gigantesca; le quaranta chiavi degli altri ingressi pei quali dovrete passare, stanno sospese ad una catena di diamanti che pende alla sua sinistra. Al vostro aspetto, egli manderà un grido spaventevole che scuoterà le volte del sotterraneo, alzando su voi