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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/43


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come neppure la porta di ferro, la quale non era sfuggita alle ricerche di Ahmed; essendo quella porta apparente soltanto agli uomini, ed in ispecial guisa a coloro, la cui presenza tornar poteva gradita alla fata Pari-Banù, e non mai alle donne.

«La maga, vedendo riuscire inutili le sue fatiche, fu costretta a contentarsi della fatta scoperta. Torno quindi a renderne conto al sultano, e terminando il racconto delle sue indagini, aggiunse:

«— Sire, come vostra maestà può comprendere, da quanto ebbi l’onore di esporlo, non mi sarà difficile darle tutta la soddisfazione che può desiderare sulla condotta del principe Ahmed. Non le dirò ora cosa io ne pensi; preferisco farglielo conoscere in modo che non ne abbia a dubitare. Onde pervenirvi, non le domando che tempo e pazienza, col permesso di lasciarmi fare, senza informarsi dei mezzi de’ quali mi devo servire. —

«Prese il sultano buon augurio delle misure che la maga adottava con lui, e le disse:

«— Sei padrona; va, ed opra come crederai meglio; attenderò con pazienza l’effetto delle tue promesse. —

«E per incoraggiarla, le fe’ dono d’un diamante di gran valore, dicendole esser ciò arra di miglior ricompensa quando avesse finito di rendergli il servigio importante, pel quale fidava nella sua abilità.

«Non avendo il principe Ahmed, dacchè ottenne dalla fata Pari-Banù il permesso di andar a fare la sua corte al sultano delle Indie, mancato mai di soddisfarvi una volta al mese, la maga, la quale non l’ignorava, aspettò che il mese corrente fosse spirato, ed un giorno o due prima del suo termine, non mancò di recarsi appiè delle rocce, nel sito dove aveva perduto di vista il principe e la sua gente ed ivi aspettò, nell’intenzione di eseguire il progetto immaginato.