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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/417


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dusse nel più bell’appartamento del palazzo, ingiunse feste e pubbliche allegrezze per la celebrazione del matrimonio, ed eseguì fedelmente i consigli dello suocero.

«Una sì bella unione non fu sterile, ed il successo giustificò la predizione del genio: Camar Alzeman divenne incinta, e sgravossi, dopo nove mesi, d’una fanciulla più bella dell’astro che presiede alla notte. Ebbe la maggior cura della sua infanzia, e le vennero insegnate di buon’ora tutte le scienze: Dorrat Algoase diventò in breve un prodigio di spirito e di cognizioni. Salì sul trono delle isole Bellor dopo la morte del padre, ed un gran numero di geni vennero a mettersi sotto la di lei signoria. —

«Il genio Alabus, dette queste poche parole, spronò il cavallo e sparve. Il principe Habib, meravigliato di quanto aveva saputo, tornò tutto pensoso verso il castello abitato allora dall’emiro Selama. Ai piedi di quello stendevasi una valle, o piuttosto un delizioso giardino pieno di folti alberi, ed inaffiato da molte fontane; il principe, essendovisi inoltrato per pensare alla bella Dorrat Algoase, vide d’improvviso vicino ad un boschetto una giovane, di beltà stupenda e superiore ad ogni espressione, la quale non poteva essere paragonata se non a quella delle Huri. Il principe, a tal vista, turbossi, e sentì un’agitazione in prima ignota. — Tanti vezzi, tante grazie,» disse tra sè, «non possono appartenere ad una semplice mortale.»