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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/34


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e se me ne allontanerò qualche volta, col vostro beneplacito, vi eviterò sempre il dolore, che una troppo lunga assenza potrebbe cagionarvi. —

«Pari-Banù intanto più lieta di tali sentimenti dello sposo, perchè la liberavano dai sospetti formati contro di lui nel timore, che la sua premura a voler recarsi dal sultano dell’Indie non fosse uno specioso pretesto per rinunziare alla promessa fede. — Principe,» gli rispose, «partite quando v’aggrada; ma prima non vi dispiaccia ch’io vi dia alcuni consigli intorno al modo con cui sarà bene vi comportiate nel vostro viaggio. In primo luogo, io non credo conveniente parlare al sultano vostro padre del nostro matrimonio, nè della mia qualità, non più che del luogo di nostra dimora, in cui, dacchè vi trovate da lui lontano, siete stabilito. Pregatelo a contentarsi di sapere che siete felice, che nulla desiderate di più, e che il solo motivo che v’ha spinto a visitarlo, è di far cessare le inquietudini nelle quali poteva essere sul vostro destino.»


NOTTE CDIV


— In fine, per accompagnarlo, gli diede venti cavalieri ben montati e meglio equipaggiati; e quando tutto fu all’ordine, il giovane prese congedo dalla consorte abbracciandola, e rinnovando la promessa di far in breve ritorno. Gli fu condotto il cavallo da lei fattogli allestire, il quale, oltre ad essere riccamente bardato, era pure più il bello e di maggior valore di quanti esistessero nelle scuderie del sultano dell’Indie. Lo inforcò egli con molta grazia, a gran piacere della fata, e voltole l’ultimo addio, partì.