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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/33


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ciare alla natural tendenza che ve lo portava, risolse di appagare le di lui ardentissime brame; talchè un giorno gli disse:

«— Principe, il permesso che mi chiedeste d’andar a trovare il sultano vostro padre, aveami indotta nel giusto timore non fosse un pretesto per darmi una prova della vostra incostanza, abbandonandomi: non ho avuto altro motivo per negarvelo; ma ora, pienamente convinta, tanto dalle parole quanto dalle azioni vostre, che riposar posso sulla vostra costanza e sulla fermezza del vostro amore, cangio sentimento, e vi accordo tal permesso, però sotto la condizione di giurar prima che lunga non sarà la vostra assenza, e farete in breve ritorno; non deve tal condizione darvi alcun fastidio come se da voi la esigessi per diffidenza; non lo faccio se non perchè so che non ve ne darà alcuno, dopo il convincimento in cui sono, come già vi dissi, della sincerità del vostro amore. —

«Ahmed volle gettarsi appiè della fata per vie meglio manifestarle la propria gratitudine; ma essa ne lo impedì.

«— Mia sultana,» le diss’egli, «conosco tutto il pregio della grazia che mi concedete; ma mi mancano le parole per ringraziarvene condegnamente. Supplite alla mia impotenza, ve ne scongiuro, e checchè possiate dirne a voi medesima, siate persuasa che ne penso assai di più. Avete ragione di credere che il giuramento, cui da me esigete, non sarà per darmi alcuna pena; e ve lo faccio tanto più volentieri, poichè ormai non è più possibile ch’io viva senza di voi. Parto adunque, e la sollecitudine che metterò a tornare, vi darà a conoscere ch’io l’avrò fatto, non per tema di rendermi spergiuro mancandovi, ma perchè avrò seguita la mia inclinazione, la quale è di vivere inseparabilmente con voi per tutto il resto della vita;