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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/32


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la tua abilità, non potresti dirmi cosa sia stato di lui? È egli ancor vivo? Dov’è? Che fa egli? Devo io sperare di rivederlo? —

«La maga, per soddisfare alle inchieste del sultano, rispose: — Sire, per quanta abilità possa io avere nella mia professione, pur non m’è possibile soddisfare sul subito alla domanda che la maestà vostra mi volge; ma se vuol concedermi tempo sino a domani, gliene darò la risposta.» Accordatole il sultano la dilazione, la licenziò con promessa di ben ricompensarla, se la risposta si trovasse conforme ai suoi desiderii.

«La maga tornò il giorno appresso, ed avendola il gran visir per la seconda volta presentata al sultano, ella gli disse: — Sire, per quanta diligenza abbia usata nel servirmi delle regole dell’arte mia, onde obbedire alla maestà vostra su ciò che desidera conoscere, non ho potuto sapere se non che il principe Ahmed non è morto; la cosa è certissima, e può starne sicura. Circa al luogo in cui possa essere, è quello che non mi fu dato scoprire. —

«Il sultano delle Indie fu obbligato a contentarsi di tale risposta, che lo lasciò all’incirca nella medesima inquietudine di prima sulla sorte del figliuolo.

«Ma per tornare al principe Ahmed, intertenne egli la fata Pari-Banù sì spesso del sultano suo padre, senza parlare più oltre del proprio desiderio di vederlo, che quell’ostentazione le fece comprendere qual ne fosse il pensiero. Cosicchè accortasi del ritegno e del timor suo di spiacerle, dopo il rifiuto che avevagli dato, essa primieramente ne inferì che il di lui affetto per lei, del quale non cessava di darle in tutti gl’incontri evidentissime prove, era veramente sincero; poi, giudicando da sè medesima dell’ingiustizia che vi sarebbe opponendosi alla tenerezza d’un figlio verso il padre, volendolo costringere a rinun-