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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/30


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plico di perdonarmelo; non v’ha riparazione ch’io non sia pronto a darvi. Non lo feci per dispiacervi; unicamente mi mosse un motivo di rispetto verso il sultano mio padre, che desidererei sollevare dall’afflizione in cui devo averlo certamente immerso con una sì lunga assenza; afflizione tanto maggiore, come ho ragione di presumere, in quanto ch’ei non mi crede più in vita. Ma poichè vi dispiace che vada a dargli tale consolazione, io voglio ciò che voi volete, e non v’ha nulla al mondo che non sia disposto ad intraprendere per compiacervi. —

«Ahmed non fingeva, ed amandola in fatti di tutto cuore quanto avevale assicurato con quelle parole, cessò d’insistere ulteriormente sul permesso a lei richiesto, e la fata gli dimostrò quanto fosse soddisfatta della sua sommessione. Pure, non potendo abbandonare al tutto il disegno formato, ostentò d’intertenerla di tanto in tanto delle belle qualità del sultano delle Indie, e specialmente delle prove di tenerezza ond’eragli obbligato in particolare, colla speranza che alla fine si lascerebbe piegare.

«Ora, come Ahmed aveva pensato, era vero che il sultano delle Indie, in mezzo alle allegrezze in occasione delle nozze del principe Alì colla cugina Nuronnihar, dolevasi sommamente dell’assenza degli altri due suoi figliuoli. Non istette guari ad essere informato del partito preso da Hussain di abbandonare il mondo, e del luogo da lui scelto per dimora. Come un buon padre, che fa consistere parte della sua felicità nel vedere contenti i propri figli, particolarmente quando si rendono degni della sua tenerezza, avrebbe preferito che quegli fosse rimasto alla corte, attaccato alla propria persona; ma tuttavia, non potendo disapprovare la scelta dello stato di perfezione nel quale erasi impegnato, tollerò con pazienza la di lui lontananza. Quanto al principe Ahmed, egli fece tutte le possibili