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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/287


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del principe Behezad racchiude molti tratti che mostrano a tutt’evidenza i pericoli della precipitazione. — Ebbene!» disse Azadbakht; «acconsento ad udirti raccontare anche questa storia.


STORIA


DEL PRINCIPE BEHEZAD


«— Un re di Persia, sire,» continuò il giovane intendente, «aveva un figlio di sì perfetta bellezza, che passava per un prodigio, e nessuno in tutta la monarchia poteva essergli paragonato. Quel giovane principe, la cui immaginazione era vivace e lo spirito ardente, amava i dotti, e soprattutto quelli che avevano percorso diversi paesi, stancandoli d’interrogazioni, e favellando famigliarmente seco loro.

«Un giorno che stava alla presenza di gran numero di negozianti e viaggiatori, molti di costoro conversavano presso di lui sulla sua avvenenza; prestò orecchio ai loro discorsi, ed udì le seguenti parole:

«— Il principe Behezad è il più leggiadro uomo di tutta la Persia; ma avvi nel Turchestan1 una principessa che passa per la più bella della terra. —

«Queste poche parole stuzzicarono la curiosità di Behezad; si volse al mercante che parlava così, e gli chiese chi fosse la principessa di cui aveva fatto l’elogio. — Principe,» rispose quegli, «è la figlia del re di Turchestan: tutti coloro che sono stati in quel paese, hanno udito vantarne, al par di me, la bellezza, e si dice che le qualità del suo spirito non la cedono ai vezzi della sua persona. —

  1. Paese d’Asia, nella Gran Tartaria.