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Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/234


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serva di asilo. Un mio schiavo, il quale ha meritata la morte, è rinchiuso qui in prigione; lo faremo tirar fuori, sarà vestito de’ miei abiti, e tu ordinerai ai soldati di ucciderlo in mia vece. Riscaldati come sono dal vino, non si accorgeranno dello strattagemma; così tu diventerai alla tua volta mio benefattore, ed otterrai un giorno dal re le maggiori ricompense. —

«Abu Shomaik era buono e sensibile, e fu lieto di poter contraccambiare il servigio fattogli da Hicar. Tutto venne preparato con tanta astuzia e segretezza, che lo strattagemma riuscì perfettamente, e si annunciò al re che i suoi ordini erano stati eseguiti.

«La sola Shagfatni conosceva il ricovero del marito, e prendeva cura di portargli tutto il necessario; ma il timore di essere scoperta, non le permetteva di scendere nel sotterraneo più d’una volta alla settimana. Abu Shomaik veniva anch’egli segretamente ad informarsi di tanto in tanto delle notizie del suo antico benefattore, e farlo consapevole di quanto avveniva in corte.

«La morte del saggio Hicar sparse la costernazione in tutte le province dell’impero; nessuno lo credeva colpevole del tradimento imputatogli, e ciascuno ne dimostrava apertamente il proprio dispiacere. — Saggio Hicar,» si diceva, «che avvenne delle tue virtù, dei tuoi talenti? Tu eri l’occhio del monarca, il protettore dei deboli, il vendicatore degli oppressi; mantenevi la tranquillità interna del regno, ne assicuravi la pace al di fuori. Amato dagli Assiri, eri temuto dai nemici. In chi si potrà trovare tanta saggezza, tanta prudenza, e chi potrà degnamente succederti?»