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NOTTE CCCXCIII


STORIA

DEL PRINCIPE AHMED
E DELLA FATA PARI-BANÙ


La sultana Scheherazade fe’ susseguire alla storia del cavallo incantato quella del principe Ahmed e della fata Pari Banù1

— Sire,» diss’ella, «un sultano, fra i predecessori di vostra maestà, che occupava pacificamente il trono delle Indie da vari anni, aveva in sua vecchiaia la soddisfazione di vedere che tre principi suoi figliuoli, degni imitatori delle di lui virtù, con una sua nipote, formavano l’ornamento della sua corte. Il primogenito dei principi chiamavasi Hussain, il secondo Ali, Ahmed il più giovane, e la nipote Nuronnihar2.

«La principessa Nuronnihar era figliuola d’un fratello minore del sultano, che questi avea dotato d’un appannaggio di grande rendita, ma ch’era morto poco dopo essersi ammogliato, lasciandola in tenerissima età. Il sultano, in considerazione che il fratello avesse sempre corrisposto alla sua amicizia con un attaccamento sincero alla di lui persona, erasi incaricato dell’educazione della fanciulla, e l’aveva fatta venire nel suo palazzo per allevarla coi tre principi. Dotata di singolare beltà, e di tutte leper-

  1. Sono due voci persiane significanti la medesima cosa, cioè genio femmina, o fata.
  2. Parola araba che vale luce del giorno.