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NOTTE CCCXLII


Secondo la sua risoluzione della vigilia, il sultano delle Indie, svegliatosi la notte seguente molto prima del giorno, prevenne Dinarzade, e destando egli medesimo Scheherazade, le domandò se fosse al termine delle sue novelle.

— Al termine delle mie novelle, o sire!» rispose la sultana, risentendosi a tale domanda; «ne sono ben lontana: il numero n’è tanto grande, che non sarebbe a me stessa possibile dirne a vostra maestà il numero preciso. Quello che temo, o sire, è che finalmente vostra maestà non si annoi, e si stanchi d’ascoltarmi, piuttosto ch’io mancar d’argomenti d’intertenerla su tale materia. — Scacciate simil timore,» ripigliò il sultano, «e vediamo cosa avrete a raccontarmi di nuovo.»

Incoraggiata Scheherazade da tali parole del marito, cominciò a narrargli una nuova storia in questi termini:

— Sire,» gli disse, «ho più volte intertenuto vostra maestà di alcune avventure accadute al famoso califfo Aaron-al-Raschid; gliene sono avvenute altre in gran numero, fra le quali questa non è meno degna della vostra curiosità.


AVVENTURE


DEL CALIFFO AARON-AL-RASCHID.


«Accade talora, come vostra maestà non ignora e può avere da sè medesima esperimentato, di trovarci