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ferire alcun affare, quando il monarca si avvide della madre di Aladino; mosso a compassione della lunga pazienza di cui era stato testimonio: — Prima d’ogni altra cosa, per timore che non la dimentichiate,» disse al gran visir, «ecco la donna della quale vi parlava ultimamente; fatela venire innanzi, e cominciamo dall’ascoltarla, e spedir l’affare che qui l’adduce.» Subito il gran visir mostrò la donna al capo degli uscieri che stava in piedi, pronto a riceverne gli ordini, e gli comandò d’andarla a prendere e farla inoltrare.

«Il capo degli uscieri venne alla madre di Aladino, ed al segno ch’egli le fece, essa lo seguì fino ai piedi del trono, dove la lasciò per tornare al suo posto accanto al gran visir.

«La vecchia, istruita dall’esempio di tanti altri da lei veduti presentarsi al sovrano, si prosternò colla fronte contro il tappeto che copriva i gradini del trono, ed in tale stato rimase sinchè il sultano le comandò di rialzarsi. Si alzò essa, ed allora: — Buona donna,» le disse il sultano, «è assai tempo che vi veggo venire al mio divano, e restarvene all’ingresso dal principio sino alla fine: qual affare qui vi conduce? —

«Intese ch’ebbe quelle parole, prosternossi la madre di Aladino per la seconda volta, e nuovamente rialzatasi: — Monarca sopra tutti i monarchi del mondo,» disse’ella, «prima di esporre a vostra maestà l’argomento straordinario, ed anzi quasi incredibile che mi fa comparire davanti al sublime vostro trono, la supplico di perdonarmi l’arditezza, per non dir l’impudenza della domanda che vengo a farle: è questa sì poco comune, ch’io tremo e mi vergogno di proporla al mio sovrano.» Per darle libertà intiera di spiegarsi, il sultano comandò che tutti uscissero e lo si lasciasse solo col suo gran visir; allora le disse che potea parlare e spiegarsi senza timore.

«Non si contentò la madre di Aladino della bontà