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il vino se non la sera, riguardandosi tutti quelli che si contengono diversamente quai viziosi, sicchè dessi non osano farsi vedere di giorno: uso tanto più lodevole, che si ha d’uopo di tutto il proprio senno per attendere nel giorno agli affari; e così, non bevendosi vino se non di notte, non veggonsi di pien meriggio ubbriaconi cagionar disordini per le vie di quella città.

«Entrò dunque Hassan nella quarta sala, ed inoltratosi fino alla mensa, vi sedè, restando molto tempo come in estasi ad ammirare le sette dame che lo circondavano; e trovatele più belle di quelle nelle altre sale vedute, s’invogliò di saperne i nomi di ciascuna in particolare; ma siccome il grande strepito della musica, e specialmente dei tamburelli suonati in ogni coro, non gli permetteva di farsi intendere, battè le mani per farla cessare, e tosto tutto fu silenzio.

«Allora, presa per mano la dama che stavagli più vicina alla destra, la fece sedere, e presentatale una sfogliata, le domandò come si chiamasse. — Commendatore de’ credenti,» rispose quella, «il mio nome è Mazzolino di Perle. — Non vi si potea imporre nome più conveniente,» ripigliò Abu Hassan, «e che facesse meglio conoscere ciò che valete; senza però biasimare chi ve lo diede, trovo che i bellissimi vostri denti ecclissano la più bell’acqua di tutte le perle della terra. Mazzolino di Perle,» soggiunse, «poichè tale è il vostro nome, fatemi il favore di prendere una tazza, e recarmi da bere colla vostra bella mano. —

«Andò subito la dama alla credenza, e ne tornò colla tazza colma di vino, presentandola ad Hassan in aria tutta graziosa; questi la prese con piacere, e guardandola teneramente: — Mazzolino di perle,» le disse, «bevo alla vostra salute; vi prego di versarvene altrettanto, e corrispondere al mio brindisi. «Corse la giovane alla credenza, e tornatane colla tazza in mano, prima di bere si mise a cantare un’a-