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Pagina:Le mille e una notti, 1852, I-II.djvu/686


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infine, comprenderete facilmente non esistere al mondo più perfetta bellezza.

«Chi non conoscesse bene il re, padre di codesta principessa, crederebbe, dai segni di tenerezza paterna che le impartisce, ch’egli ne sia innamorato. Mai amante ha fatto per la donna più diletta quello che fu veduto fare per lei. In fatti, la più violenta gelosia non ha mai immaginato ciò che la cura di renderla inaccessibile ad ogni altro, tranne a colui che deve sposarla, gli fece inventare ed eseguire. Affinchè non finisse coll’annoiarsi nel ritiro in cui aveva risoluto di custodirla, le fece fabbricare sette palazzi, come non si è mai veduto, nè udito parlare di simili.

«Il primo palazzo è di puro cristallo, il secondo di bronzo, il terzo d’acciaio, il quarto d’un’altra sorta di bronzo più prezioso del primo e dell’acciaio, il quinto di pietra di paragone, il sesto d’argento ed il settimo d’oro massiccio. Li ha ammobigliati poi con inaudita magnificenza, ciascuno in una maniera proporzionata alla materia, ond’è costruito. Nè ha dimenticato, negli annessi giardini, le verdi zolle smaltate di fiori, i laghetti dal cui seno si slanciano stupendi zampilli d’acqua, i canali, le cascate, i boschetti di fronzuti alberi a tiro d’occhio, dove il sole mai non penetra; il tutto in un ordine diverso in ogni giardino. Il re Gaiur, finalmente, dimostrò che l’amore paterno solo poteva essere capace di fargli fare si immensa spesa.

«Alla fama dell’impareggiabile beltà della principessa, i re vicini più potenti inviarono in prima a chiederla in matrimonio per mezzo di solenni ambasciate; il re della China le ricevè tutte con egual accoglienza; ma siccome non voleva maritare la principessa se non di suo consenso, e questa non aggradiva alcuno dei partiti che le si proponevano, se gli ambasciatori tornavansene poco soddisfatti quan-