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Pagina:Le mille e una notti, 1852, I-II.djvu/672


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STORIA

DEGLI AMORI DI CAMARALZAMAN, PRINCIPE DELL’ISOLA DEI FIGLI DI KHALEDAN, E DI BADURA, PRINCIPESSA DELLA CHINA.


— Sire, a venti giornate circa di navigazione dalle coste della Persia, avvi nell’ampio mare un’isola denominata l’isola dei Figli di Khaledan; è divisa questa in parecchie grandi province, tutte considerevoli per città fiorenti e popolate, che formano un potentissimo regno. Era altre volte quell’isola governata da un monarca di nome Schahzaman (1), il quale aveva quattro mogli legittime, tutte e quattro figlie di sovrani, e sessanta concubine.

«Schahzaman stimavasi il re più felice della terra, per la tranquillità e prosperità del suo regno; una sola cosa ne turbava il riposo, l’essere, cioè, già avanzato in età e non aver figliuoli, sebbene avesse tanto numero di mogli. Non sapeva a qual cosa attribuire simile sterilità, e nella sua afflizione, risguardava come la maggior disgrazia che gli potesse accadere il morire senza lasciar dopo di sè un successore del proprio sangue. Dissimulò a lungo il cordoglio cocente che lo tormentava, e tanto più soffriva, in quanto che facevasi violenza per non dimostrarlo; ma ruppe finalmente il silenzio, ed un giorno, dopo essersi amaramente doluto della propria sventura col suo gran visir, al quale parlò in segreto, gli domandò se sapesse qualche mezzo onde rimediarvi.

  1. Che significa, in persiano, re del tempo.