Pagina:Le mille e una notti, 1852, I-II.djvu/491


81

dama, la quale ebbe la sfrontatezza di venirvi a cercare fino in casa vostra, era la primogenita di tutte le mie figlie. Io l’aveva maritata al Cairo con un suo cugino, figlio di mio fratello. Mortole il marito, tornò presso di me, corrotta da mille vizi imparati in Egitto. Prima del suo arrivo, la minore, quella ch’è morta, in sì lagrimevol guisa fra le vostre braccia, era savissima, e non mi aveva mai dato alcun motivo di lagnarmi de’ suoi costumi. La maggiore se le strinse in intima amicizia, e la rese a poco a poco non meno malvagia di lei. Il giorno che seguì la morte dell’altra, non avendola veduta nel mettermi a tavola, ne chiesi notizia alla primogenita, ch’era già tornata a casa; ma invece di rispondermi, si mise a piangere sì amaramente, che ne concepii un presagio funesto; la incalzai ad istruirmi di ciò che voleva sapere. — Padre,» mi rispose singhiozzando, «non posso dirvi altro se non che mia sorella, vestitasi ieri del suo più bell’abito e presa la sua bella collana di perle, uscì, e non è più ricomparsa.» Feci cercare mia figlia per tutta la città, ma nulla potei sapere del suo infelice destino. Intanto, la maggiore, la quale senza dubbio pentivasi del suo geloso furore, non cessò d’affliggersi e piangere la morte della sorella; rifiutò anzi ogni nutrimento, e mise così termine agli sciagurati suoi giorni. Ecco,» proseguì il governatore, «quale è la condizione degli uomini; tali sono le disgrazie cui siamo esposti! Ma, figliuolo,» soggiunse, «siccome siamo ambedue egualmente sfortunati, uniamo i nostri affanni, nè ci abbandoniamo più l’un l’altro. Vi darò in isposa una terza mia figlia; è più giovane delle sue sorelle, e lor non somiglia guari per la condotta. E inoltre molto più avvenente, e posso assicurarvi ch’ella vi farà felice. Non avrete altra casa fuor della mia, e dopo la mia morte, voi sarete con lei gli unici miei eredi.