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Pagina:Le mille e una notti, 1852, I-II.djvu/340


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firmarono essi il testamento ch’ei fece in loro presenza; e quindi abbracciata consorte e figliuoli, diè loro l’estremo addio. Tutta la sua famiglia struggevasi in lagrime, nè vi fu mai spettacolo più commovente. Infine giunse un usciere del palazzo, il quale gli disse che il califfo s’impazientava di non ricevere sue nuove, nè quelle dello schiavo negro cui gli aveva comandato di ritrovare. — Ho ordine,» soggiunse, «di condurvi al suo cospetto.» L’afflitto visir si accinse a seguir l’usciere, ma mentre stava per uscire, gli fu condotta la minore delle sue figlie, che poteva avere cinque o sei anni. Le donne che l’avevano in custodia, venivano a presentargliela, onde la abbracciasse per l’ultima volta.

«Avendo egli per lei una tenerezza particolare, pregò l’usciere di permettergli di fermarsi un momento, ed accostatosi alla bambina, la prese fra le braccia, e baciolla più volte; ma nel baciarla si avvide che teneva in seno qualche cosa di grosso e che esalava odore. — Mia cara,» le disse, «che cos’hai in seno? — Mio buon papà,» gli rispose la fanciulletta, c’è un pomo sul quale sta scritto il nome del califfo nostro signore e padrone. Rihan (1), nostro schiavo, me l’ha venduto per due zecchini. —

«Alle parole pomo e schiavo, mise Giafar un grido di maraviglia mista a gioia, e posta subito la mano in seno alla figlia, ne trasse il pomo. Fatto allora chiamare lo schiavo, che non era lontano, quando gli fu davanti: — Mariuolo,» gli disse, «dove hai preso questo pomo? — Signore,» rispose lo schiavo, vi giuro di non averlo rubato nè in casa vostra, nè nel giardino del Commendatore de’ credenti. L’al-

  1. Questa parola significa, in arabo, basilico, erba odorifera. Gli Arabi danno tal nome ai loro schiavi, come si dà in Francia quello di Gelsomino ad un lacchè.