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Mi si diceva — e la turpe impudicizia di quelle parole, mi rivoltava quasi una mezzanità di scozzone — ch’io avevo fatto colpo su te.... che tu, per avermi, prescindevi della pochezza della mia fortuna .... e mi si faceva notare, con alta compiacenza, la meravigliosità del caso! ... Io, questo tuo desiderio, lo leggevo nei subiti rossori della tua larga faccia .... nelle occhiate penetranti e fuggevoli, con le quali cercavi valutare, sotto la semplice veste di lanetta, il volume ed il valore della mercanzia, che ti accingevi a comprare ....
Le pressioni della famiglia, le pressioni ch’io stessa faceva a me — mi fecero annuire. Dopo una notte di molte lacrime, fra le quali, unica, una speranza mi balenò, come un soave compenso — la maternità — mi decisi.... Tanto, io non aveva mezzo di scelta!...
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Subito, dal primo giorno, in cui — enfin seuls! — io ti appartenni — subito io ti odiai.
Tu non devi aver dimenticato.... oh non devi