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mi aspettava; tu me l’hai ridonata. Oh che tu sia benedetto!... Una sola tua parola di riconoscenza, un solo sguardo affettuoso pagherebbero due vite più lunghe della mia, e piene a tre doppi di privazioni e di sacrifizi!... Tu hai diffidato di me, tu mi hai imposto dolori e patimenti?... Ma quando, Carlo, quando? Io peccai e tu mi perdonasti; io t’abbandonai, e non ne movesti lamento; tornata a te mi raccogliesti colle braccia aperte e col miele sulle labbra!... Tu sei l’essere più nobile, più confidente e generoso che possa esistere... Se avessi dinanzi a me l’eternità, e dovessi passarla in continui stenti neppur consolata dalla tua presenza, e tutto per risparmiarti una lagrima ,un sospiro solo, non esiterei un momento. Mi rassegnerei giubilando, e contenta solo nel pensiero che tutti i miei giorni, tutti i miei affanni sarebbero consacrati al tuo bene. Tu solo, Carlo, non hai ripudiato l’anima mia. Dall’amor tuo solo così generoso e costante presi il coraggio di guardare dentro di me, e dire: Non son poi tanto spregevole se un tal cuore continua ad amarmi. Oh Carlo, perdonami!... Perdonami per carità, se non ti ho amato come tu meritavi!...

— Alzati, Pisana! le tue preghiere mi svergognano; non avrò più cuore di guardarti in viso, nè di domandarti perdono!... Oh mio Dio!... Come ricordare senza angoscia tutti i momenti nei quali una mia parola d’amore, un mio sguardo umile e mansueto ti avrebbe se non ricompensata, almeno fatta persuasa della mia gratitudine; invece mi rinchiusi ne’ miei tristi sospetti, e punii col sussiego e col silenzio il sacrifizio più nobile forse più costoso che abbia fatto una donna, quello... sì, voglio dirlo, Pisana, quello dell’amor tuo!... E se credeva che non mi amassi più, perchè dunque mi valsi di te come d’una schiava, strascinandoti pel mondo legata miseramente al mio sciagurato destino!... Oh sì, Pisana! fui pur troppo un vile tiranno e un carnefice spietato!...