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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/500


capitolo decimo. 473

— No, no!... Deve dipendere da noi! — Non abbiamo più padroni! — Viva la libertà! — Abbasso il luogotenente!...

— Badino bene, signori! loro non sono autorità costituite, loro non hanno legittimi magistrati...

— Bene!... — Ci costituiremo! — Nominiamo un Avogadore! — Ai voti ai voti l'Avogadore! — Ella ubbidirà al nostro Avogadore!...

— Ma per carità — si opponeva disperatamente il vice-capitano; — questa è vera ribellione. Eleggere l'Avogadore va benissimo, ma diano prima il tempo di scriverne all’eccellentissimo luogotenente, che ne passi parola al serenissimo Collegio... —

— Morte al Collegio! — Vogliamo l'Avogadore! — Fermi! fermi! Pena la vita al vice-capitano se osa muoversi! — Ai voti l'Avogadore! ai voti! —

La confusione cresceva sempre e con essa lo schiamazzo; e da questo e da quello si bisbigliavano dieci nomi per la votazione; ma non v’è merito degli assenti che vinca l’autorità dei presenti. Un villano anche questa volta si pose a gridare: — Nominiamo il signor Carlino! — E tutti dietro lui a strepitare: — Ecco l'Avogadore del popolo! — Viva il signor Carlino! Abbasso il vice-capitano!... — In verità io non m’era avventurato in quel rimescolio con mire tanto ambiziose; ma perchè mi vidi tanto in alto, non mi bastò il cuore di scendere; rimane poi sempre in dubbio se lo avrei potuto. Cominciarono a stringermisi intorno, a sollevar quasi sulle spalle la pancia del cavallo, a sventolarmi il viso con moccichini sudici, con cappelli e con berrette, a battermi le mani come ad un attore che abbia ben rappresentato la propria parte. Il vice-capitano mi guardava dalla loggia, come un can grosso alla catena guarderebbe il botoletto sguinzagliato; ma ogni volta ch’egli facesse atto di ritirarsi, subito mille facce da galera gli si