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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/491

464 le confessioni d’un ottuagenario.

lano applaudito, festeggiato da quelli che il Botta chiama utopisti italiani. In giugno stretta Mantova d’assedio, avea già in sua mano la sorte di tutta Italia; dappertutto era un supplicar d’alleanze, un chieder di tregue; Venezia ancor deliberante quando era tempo d’aver già fatto, s’appigliò per l’ultima volta alla neutralità disarmata. Il generale francese se ne prevalse a sua comodità. Scorrazzò, invase, taglieggiò provincie, città, castelli. Ruppe due eserciti di Wurmser e d’Alvinzi sul Garda, sul Brenta, sull’Adige; un terzo di Provera presso a Mantova e nel febbraio del 97 la fortezza si arrende. A Fratta si dubitava ancora; ma a Venezia tremavano davvero; quasi quasi s’aveva udito a San Marco il tuonar dei cannoni; non era più tempo da ciarle. Pur seguitavano a sperare e a credere che come eran vissuti, così sarebbero scampati per sorte, per accidente, secondo la celebre espressione del doge Renier. La contessa peraltro in mezzo a quei subbugli non si vedeva tranquilla; neppur le pareva buon partito rifugiarsi in terraferma quando tutti partivano per ricoverarsi a Venezia. I Frumier vi erano già tornati con gran rammarico della eletta società di Portogruaro; la contessa adunque scrisse a suo figlio che avrebbe adoperato ottimamente di recarsi egli pure presso di lei, giacchè un uomo in famiglia era una gran malleveria, e gli raccomandava di portar seco quanto più danaro poteva per ogni emergenza. Il conte Rinaldo giunse a Venezia quando appunto la guerra napoleonica rumoreggiava alle porte del Friuli, e persuadeva al capitano Sandracca che il giovine generale côrso non era nè un essere ipotetico nè un nome romanzesco inventato dal Direttorio. Il capitano tanto più temette reale e presente il generale di Francia, quanto più lo avea schernito lontano e imaginario. Tutto ad un tratto si sparge la nuova che l’arciduca Carlo scende al Tagliamento con un nuovo esercito, che i Francesi gli vengono addosso, che sarà un massacro,