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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/47

20 le confessioni d’un ottuagenario.

dubbio sul merito che potessero vantarne i magnifici deputati della Patria. Nel 1672 pare che l’eccellentissimo Carlo Contarini riferisse al serenissimo Doge sopra la necessità di alcune riforme delle vecchie costituzioni. Pertanto Dominicus Contareno Dei gratia Dux Venetiarum etc. dopo aver augurato al nobili et sapienti viro Carolo A. Contareno salutem et dilectionis affectum seguita a dichiarargli i limiti della concessa licenza. — Avutosi riflesso non tanto alle istanze di codesta patria e Parlamento che a quanto esprimete nelle vostre giurate informazioni in proposito etc. Risolvemo a consolazione degli animi di codesti amati e fedelissimi sudditi di permetterle che possino devenire alla riforma di quei capitoli che conoscessimo necessarii per il loro servizio. E nell’anno susseguente, lette e meditate che ebbe il serenissimo Doge le fatte riforme, così si piacque permetterne la pubblicazione con sue lettere al nobili et sapientissimo viro Hyeronimo Ascanio Justiniano. — Venendo rappresentata qualche alterazione in alcuno dei susseguenti capitoli che volemo siano ridotti alla vera essenza loro senz’altra aggiunta etc. etc. dovrà omettersi etc. bastando li pubblici Decreti in tale proposito. Nel capitolo centoquarantasette con cui si pretende levar li pregiudicii che dalle ville e comuni sono inferiti ai giurisdicenti, vi è stata aggiunta una pena di lire cinquanta al giurisdicente: questa non vi era nel latino, deverà pure esser levata e lasciata di stampare. Con tali metodi le permetterete l’esecuzione conforme l’istanze, ordinando però la conservazione de’ vecchi statuti ed altre costituzioni per tutte quelle insorgenze e ricorsi che potessero esser fatti alla signoria nostra. — Datum in nostro ducali palatio, die 20 maii, Indictione XI, 1673. — Dopo tali formalità uscirono finalmente gli Statuti Friulani quali seguitarono ad aver corso di legge fino al cominciare del presente secolo; e la ragione del rinnovamento è così espressa dai compilatori in un solenne proemio. Si è determinato di