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cipio del decimoterzo secolo, ma ben innanzi nella seconda metà di quest’ultimo. I Podestà duravano dapprincipio un anno, e non fu che più tardi che il loro officio fu ridotto a sei mesi1. Il primo esempio fra noi non l’abbiamo che nel 12792; ma anche in questo caso, come in tutti i susseguenti, ci manca ogni prova per affermare con tutta sicurezza che i Podestà si mutassero esattamente al 1. Gennaio ed al 1. Luglio. Ma anche ciò fosse, siamo fuori dell’epoca alla quale l’Agliardi voleva rapportarsi; ma non per questo vengono meglio avvalorate le sue induzioni. Perchè se si può ammettere come molto verisimile che i Consoli Maggiori e i Podestà da noi per buona parte del secolo decimosecondo entrassero in officio col primo Luglio, questo però è indubitato, che nel 1193 col cremonese Belotto Bonserii il primo Gennaio segnò il principio dell’officio annuale del Podestà, e così si continuò sin dopo la battaglia di Cortenova, quando vennero fra noi Podestà imperiali mandato, con officio pure annuale, ma che cominciava col 1. Luglio. La espressione poi: usque ad calendas Augusti parmi interpretata così arbitrariamente, che credo da niuno potrà essere accolta, anche per questo, che se il Podestà cessante dovea da noi trattenersi in città quindici giorni pel sindacato3, il subentrante d’altra parte dovea trovarsi qui avanti il primo Gennaio od il primo Luglio, e con una di

  1. Pertile p. 93 seg.
  2. Non cito i nostri Cronografi, a cagion d’esempio, l’Angelini (Catalogo p. 20), perchè sono incompleti e disordinati.
  3. Come a Milano (Corio I, 573), a Vercelli (Mandelli I, e altrove.