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de pezzio (abete); sol. 2 imp. (l. 2,92) in una cartaria cum clavatura posita in ipsum archebanchum; den. 20 imp. (l. 2,43) in octo lamis et in quinquaginta clavis parvis od inclodandum ipsas lamas; den. 16 et medium (l. 2) in tribus groppis et claudis parvis, et den. 3 (l. 0,37) in quindecim clodis ad inclodandum orlum super coperculo ipsius archebanchi; et den. 6 (l. 0,73) in ipso orleto; et den. 4 et medium (l. 0,55) in clodis magnis ad inclodandum bredella ipsius archebanchi et cadastas; et den. 6 in ipsis cadastis; et medianum unum (l. 0,06) in una sterlera posita in davi ipsius archibanchi1. Vi erano inoltre molte spese affatto occasionali; per esempio nello stesso anno 1291 si veggono dati den. 4 (l. 0,49) Iohanni qui dicitur Zinonus servitori comunis Pergami qui preconavit vicinos qui se congregarent in ecclesia causa recipiendi Consules novos2; nè saprei perchè quest’unica volta ci si presenti una tale spesa.

Ma per quanto frequenti si trovino questi aggravii, onde non v’era chi movesse due passi o ponesse un po’ d’inchiostro sovra un pezzetto di carta, che la Vicinia non avesse subito a prenderne nota fra le sue spese, essi sono un nulla appetto a quelli, che ci si presentano nella seconda metà del secolo seguente. Già ho accennato ai conti della Vicinia di S. Grata, nei quali più d’una volta, a scusa di non poter soddisfare alle imposte gravezze, si adduce che, appunto per queste, quasi tutti aveano abbandonate le loro abitazioni e s’erano trasportati altrove, lasciando così la Vicinia quasi un deserto. Ne trascri-

  1. Acta II qu. 9.
  2. Acta a. l. c.