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FRANCO SACCHETTI

     Dunque è ragione se ’l ciel ne fa festa,
20Chè nullo in poesia tale ebbe mai:
Però Giovanni e Paolo l’accompagna
Tra nove cori e l’angelica gesta
Di grado in grado e ne’ celesti rai.
E Pietro il guida, e d’aprir non ristagna,
25In fin ch’egli è tra quella turba magna
Che gli apostoli vede e i vangelisti.
Ivi l’abbraccian quattro dottoristi;
E con loro è Grisostomo e Bernardo,
Isidoro ed Anselmo e Pier Lombardo,
30Severino, Basilio e il Nazianzeno,
Ugo ed il Damasceno,
Dïonisio ed assai di questo stile.
Con lui saliron alla divina aura,
Ove alla madre umìle
35Vergine feron di costui offerta,
Che ’nanzi a Dio gli diè la gloria certa.
     Piange la terra, e non è maraviglia;
Perchè a ciascun che con virtù vivea
Mancato è il lume che gli dava luce.
40Piange Parnaso e tutta sua famiglia,
Clïo e l’altre Muse, ove solea
Veder ciascun tra lor questo duce.
O Elicona, chi omai conduce
Alcun ch’avesse voglia del tuo fonte,
45Poi che spilunca già è fatto il monte?
E quel che più in me la vita grava
È, lasso!, che la tavola si lava,
E nessun segue, e ciaschedun si tace.
Chi leverà chi giace?
50Chi guiderà le menti a lor sentiero,
E chi darà aiuto all’altrui alma?
Chi fia d’ingegno altiero?
Perduto essendo il buon nocchiero accorto
Ch’ad ogni vento avea sicuro porto.
55     Se ’l purgatòr si dole ed hanne pena,
Giusta cagione è, perchè niun si muove
Nè può veder quant’egli è degno il cielo;
E l’aspettar gli grava; onde si sfrena


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