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CINO DA PISTOIA

D’intelletto a parlar così altamente
Nè a contar il mio mal perfettamente.
     Da lei si muove ciascun mio pensiero,
Perchè l’anima ha preso qualitate
Di sua bella persona;5
E viemmi di vederla un desidèro
Che mi reca il pensier di sua beltate,
Che la mia voglia sprona
Pur ad amarla e più non m’abbandona,
Ma fallami chiamar senza riposo.10
Lasso!, morir non oso,
E la vita dolente in pianto meno.
E s’io non posso dir mio duolo a pieno,
Non mel voglio però tenere ascoso;
Ch’io ne farò pietoso15
Ciascun cui tiene il mio signor a freno,
Ancora ch’io ne dica alquanto meno.
     Riede alla mente mia ciascuna cosa
Che fu di lei per me già mai veduta
O ch’io l’udissi dire;20
E fo come colui che non riposa,
E la cui vita a più a più si stuta
In pianto ed in languire:
Da lei mi vien d’ogni cosa il martìre;
Che se da lei pietà mi fu mostrata25
Et io l’haggio lassata,
Tanto più di ragion mi dè’ dolere:
E s’io la mi ricordo mai parere
Ne’ suoi sembianti verso me turbata
O ver disnamorata,30
Cotal mi è or quale mi fu a vedere;
E viemmene di pianger più volere.
     L’innamorata mia vita si fugge
Dietro al desìo ch’a madonna mi tira
Senza nïun ritegno;35
E ’l grande lagrimar che mi distrugge,
Quando mia vista bella donna mira,
Diviemmi assai più pregno;
E non sapre’ io dir qual io divegno;
Ch’io mi ricordo allor quand’io vedìa40


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