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8 AMMIANO MARCELLINO

più tardi che non avrebber voluto. E giunti, dopo aver superate molte gravi difficoltà,[An. dell’E.V. 353] alle sponde del Melas, il quale aggirandosi profondo e vorticoso, protegge in vece di muro gli abitanti vicini, poichè la notte già tarda addoppiava il terrore, si posarono alquanto aspettando la luce. E speravano che, passando senza impedimento alcuno al di là del fiume, potrebbero mandare a sacco ciò che vi avesser trovato; ma s’affaticarono e sostennero gravissimi pericoli in vano. Perchè quando il sole fu sorto, quel fiume angusto bensì ma profondo, impedì loro il passaggio; e mentre andavan cercando navicelle da pescatori, o s’apparecchiavano di tragittare su zattere, certe legioni di soldati che allora svernavano in vicinanza di Siden, con grandissimo impeto vennero loro incontro, e spiegando le bandiere appresso alla riva del fiume, per venire alle mani, ordinaronsi con grande perizia sotto una densa testuggine di scudi, e ne uccisero molti, temerariamente passati di cheto oltre il fiume o nuotando o su tronchi di alberi incavati. Laonde costoro avendo fatto l’estremo del loro potere, e vedendo che tutto era vano, cacciati dalla forza e dalla paura, nè sapendo ove meglio potessero andare, vennero presso la città di Laranda1. Quivi essendosi ricreati di cibo e di riposo, poichè fu cessato il timore, assalirono gli opulenti castelli vicini, i quali coll’aiuto di certa cavalleria che a caso appressavasi li ributtarono; e così per forza partiti, tornando indietro, chiamarono tutto il fiore della gioventù lasciata nel proprio paese. E perchè erano

  1. Questa città secondo Strabone era situata nell’Isauria, secondo Tolomeo e Stefano nella Licaonia: oggidì s’incontra nella Caramania un paese detto Larende.