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pur vuoi avere mala vita. Che ti ha fatto di male

tua vita, che tra tutti i beni tu vuoi essere rio? Ma io ti prego, che tu ami più la tua vita, che le tue calze. Seneca dice: Non ti caglia di molta gente che ti saluti, ne di :rande diletto, né di preziose vivande, ma che tu sia buono: però che nelle cose temporali non ha punto di bene, se non in quanto che uomo ne usi a diritto, e senza peccato, e ciò appartiene a virtù. Seneca dice; Il folle non ha mestieri di nulla, però che egli non sa usare di nulla. lesù Sirach dice: Ricchezza è buona a chi non ha mala intenzione ^, altresì come il sangue è buono al corpo dell" uomo, se egli non è corrotto da malattia. Salomone dice: Il folle desidera ogni giorno ciò che gli è dannevole.

Seneca dice: Non è buono di vivere, ma bene vivere. Tullio dice: Credo che colui sia buono, eh’ è giusto e onesto secondo virtù ^ perchè virtude sono li beni nostri propriamente; ma li beni di ventura sono variabili ’. Tullio dice: Tutte

1) Il T ha di più: aussi comme li sans et bons à cors d’onte, se V n’ est corrompuz de maladie. Empiuta la lacuna.

2) Aggiunto secondo virtù, col t: avec vertu.

3) Il T: nous sont estrange.