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temperanza, che forte coraggio e più ardente è

spesso ’ in colui, che non è troppo savio.

La prima cosa in servire è, che noi semo più obbligati a colui che più ne ama. Ma egli ci ha più gente, che fanno molte cose per subitanea fretta ^ come se fossero ismossi per un poco di vento: cotale ben fatto ^ non dee esser tenuto così grande, come se fosse fatto temperatamente. Egli è altrimenti di colui che ha povertà, che di colui che ha tutto bene, e dimanda meglio. L’ uomo dee più tosto far meglio a coloro che sono in povertà, s’elli non sono degni d’avere povertà. Ma noi ci dovemo * tutto ascondere a quelli, che vogliono montare più alto. Anche credo bene, che ben fatto sia meglio a buoni poveri che a malvagi ricchi ^ i quali non vogliono

1) Aggiunto spesso, col t: sovent.

2) Il t: far soudaine kaste. Corretto innalzare sé, in subitanea fretta.

3) Corretto chi è, in cotale, col t: et tei bien fait.

4) Aggiunto ci, col t: nos nos devons.

5) La stampa confonde: credo bene che benfatto sia meglio a doppio in buon povero che a malvagio ricco. Quelli che sono ricchi, non credono essere dimenticati per benefatti, anzi credono a te fare grande bene quando ricevono da te, che egli non crede che tu attenda alcuna cosa da lui. Il t: Croi je que bienfaiz soit mieulx emploi es bons poures, que es mauvais riches, qui ne vuelent esire obligés par bienfait; ains cuident a toi faire grant bien quant il reçoivent