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non sa ’, e che l’ uomo non rifiuti ciò che in

prima gli piacea, quando egli lo prova; che molte cose ^ somigliano d’ essere buone innanzi che l’uomo l’assap-gi, ma quando l’uomo le assaggia, l’uomo le trova malvagie. Tallio disse: Li vecchi debbon mettere l’ intendimento a consigliare gli amici giovani. Vecchio uomo non si dee tanto guardare di nulla cosa ^ come abbandonare so a pigrizia \ altrimenti gli dirà l’ uomo quello che Orazio dice: Tu imprendi invidia ^ e lasci virtudi. Tullio dice: Lussuria è laida in tutto tempo ®;

1) Le stampe: non richiegga sempre di alcuna novella cosa, e che egli non crede sapere di quello ch’egli non sa. Corretto: non richiegga sempre di alcuna novella cosa ch’egli non sa. II t: ne requière tozjors aucune novele chose que il ne seit.

2| La stampa: e qttando egli le prova, che molte cose somigliano. Corretto quando egli lo prova; che molte cose somigliano. Il T: quant il Vespruevc; car maintes choses sem~ bien t.

3) Corretto nelle cose, in di nulla cosa, nel t: de nule chose.

4) Corretto abbandonare asprezza, in abbandonare sé a pigrizia, col t: abandoner soi à perescc.

5) II T: tu te apoies as vices, colla variante di quattro codici di Chabaille frantesa da Bono: t’apaiez envie. Doveva tradurre tu appaghi il desiderio. Orazio: invidiam placare paras. Citato in Moralium Dogm. LV.

6) Corretto in tutto agio di tempo, in in tutto tempo, col T: en tout aage. Devesi imputare questo strafalcione all’amanuense, o al volgarizzatore ?