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;i stonili ciiiicilbriiii. ’ iiiaiidaim l’uoi-i lali’ido. che

udito di lontano. non «" disaiinonico. Nel libro secondo i\eW’ Iliade, il (ìi-inio rotofirafo della natura cantava, secondo la sphMidida vcinjììho del Monti al verso 601.

E quai d’oche o di (ii’ii volanti eserciti,
Ovver di cigni, che snodati il tenue
Collo, van d’Asio ne’ bei verdi a pascere
Luniio il Caistro, e vagolando esultano
Sulle larghe ale, e nel calar s’incalzano,
Con tale un rombo, che ne suona il prato.

1/ apparecchio per lo quale i cigni producono tal grido, fu argomento di lungo studio ad illustri naturalisti.

(’Ai’rroLo XXVI.

Brunetto trasse questo capitolo da Solino, capitolo XLVI, e da Alberto Magno.

Crii Arabi con molta perspicacia denominarono la fenice, la creatura di cui si conosce il nome, e s’ignora il corpo. Tutti ne parlarono, e nessun la vide. Dopo la d(!scrizione di Erodoto ( Lib. II, cap. 73 ) può dirsi, che non sia scrittore greco e latino che non vi accenni, compresi alcuni rabbini e padri della Chiesa. Alcuni scrittori la vollero vedere anche nella Bibbia: ma altri negano che vi sia. Tutti ripetono la stessa descrizione, o la supi)ongouo già nota a chi legge: tanto è iamosa!