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Quanta dolcezza in questi versi, ed in questa

poetica supposizione! Quanto egli vola come aquila sovra le ridicole superstizioni del suo tempo, dalle quali talvolta mostrò i)ure di sapersi francare il suo buon maestro ’

Capitolo XIX.

La superstizione dell" impiccato, è coiìiala da Palladio Lib. I. titolo XXIV: «Et iiequc locum deserunt, si per omnes fenestras aliquid de strangulati hominis loro, aut vinculo, aut fune, suspendas.»

Il pittore divino della natura, ci lasciò questi quadri:

Quali colombe del disio chiamate,
Con l’ali aperte e ferme, al dolce nido
Volan, per V:ìev dal voler portate

(Inr. \.)

«

Come quando, cogliendo biada o loglio,
Li colombi adunati alla pastura,
(vllieti, senza mostrar 1" usato orgoglio,

Se cosa appare, ond’elli abbian paura,
Subitamente lasciano star l’esca,
Poi-chè assaliti son da maggior cura.

(Piirg. II.)