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Sicchè sono tutti ritondi l’uno dentro all’altro, e l’uno intorno all’altro. Il cerchio ch’è dentro, è minore che quello ch’è di sopra a lui. Per ciò non è meraviglia, se l’uno pianeto corre più tosto che l’altro, che tanto quanto il suo cerchio è più piccolo, tanto il puote correre più tosto. E quel che va intorno al più grande, si pena più a correrlo1, sì come il conto dirà più innanzi, là ov’egli tratterà delli pianeti ciascuno per sè.


Capitolo XL.


Della grandezza del cielo e della terra.


E se ciò è la veritade che li cerchi della terra2 e gli altri cerchi sieno compassati, dunque conviene egli, come per necessitade, ch’elli sieno fatti a numero e a misura. E se ciò è vero, noi doviamo ben credere che gli antichi filosofi che sapeano arismetica e geometria, cioè iscienza di numero e di misura3, poterono ben trovare la



  1. Il t va plus lentement.
  2. Il t la terre, e non li cerchi della terra.
  3. Il t la science de touz le nombres, et de toutes mesures, colla variante di un codice, arismetique, qui est science de savoir nombres, et geometrie, où s’apartient tote mesure de terre.