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fano ch’era papa allora, gli aveva iscomunicati, però che Leone imperadore gli aveva tolta Puglia ed Italia, che dovevano essere di Santa Chiesa1. E quando l’apostolico2 vide che non poteva avere contra a loro lunga durata, egli se n’andò in Francia al buon Pipino ch’era allora re3 di Francia, e consacrò lui e i suoi figliuoli ad essere tutto tempo re di Francia; e maledisse e scomunicò tutti quelli che mai fossero re d’altro lignaggio, che di quelli di Pipino.

Poi se n’andò il papa e il re con tutto lo suo oste in Lombardia, e combattè con Conlofre re de’ Lombardi4, tanto che egli lo vinse, e fecegli fare l’emendo a santa Chiesa, secondo che il papa e i suoi frati gli volsero comandare. E per forza fo istabilito lo reame di Puglia5 del patrimonio di santo Piero in quella maniera ch’elli divisaro6. Ma quando Pipino se ne fu andato nel suo paese, non dimorò molto che Costantino figliuolo di Leone imperadore, quando fu impera-



  1. Il t les escomunia, et li toli Puille, et establi que ele fust tozjors de sainte Eglise. Così leggono anche il codice capitolare veronese, ed i mss. Berg. Amb. e Vis.
  2. L’apostolico, manca al t.
  3. Il t estoit governerres.
  4. Re de’ Lombardi, è glossa di Bono.
  5. Il t fu establie la besoigne dou reiaume de Puille.
  6. Corretto divisero, in divisaro, col ms. Ambr. e col t deviserent.