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     Sì che dispiega le bellezze eterne.
Ciò che da lei senza mezzo distilla,
     Non ha poi fine, perchè non si muove
     La sua imprenta, quand’ella sigilla.
Ciò che da essa senza mezzo piove,
     Libero è tutto, perchè non soggiace
     Alla virtute delle cose nuove (Par. VII).


Capitolo VIII.


Ammesso che Dio è creatore, è ammesso che può fare miracoli. La creazione è il massimo dei miracoli. S. Agostino, parlando dell’evangelica moltiplicazione dei pani, osservò che il miracolo stesso avviene ogni anno, nella seminagione e raccolta del grano. Ci sorprende il primo, perchè insolito: passa inavvertito il secondo, come cent’altri, perchè quotidiano.

L’obbiezione che qui fa e scioglie Brunetto, è così esposta da N. Fergola nella Teorica dei miracoli. Benedetto Spinoza, con un argomento che può ridursi a questo sillogismo, vuol dimostrare l’impossibilità assoluta dei miracoli, cioè: Le leggi della natura sono decreti di Dio. Ma i decreti di Dio sono immutabili. Dunque i miracoli debbono essere assolutamente impossibili. Ognuno che legga questo argomento, tosto lo ritorce così: Il corso della natura, e la sospensione delle sue leggi, sono decreti di Dio. Ma i decreti di