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ha in loro nulla fermezza, che tutte creature1 si muovono tostamente e lievemente.

Per ciò dico io che tutti questi tre tempi, cioè il preterito, il presente, il futuro, non son se non per sapere che l’uomo si sovvegna delle cose andate, e isguardi le presenti, e prevegghi quelle che sono a venire.


Capitolo X.


Qui dice come in Dio non è nullo mutamento.


Ciò non è niente così in Dio, anzi è a tutti tre i tempi2 insieme presenzialmente. Perciò fallano quelli che dicono che in lui è il tempo mutato, quando gli venne novello pensamento di fare il mondo. Ma io dico che questo pensamento3 fu

  1. Il t dice creatures, e non poteva tradursi tempi, come hanno le stampe. Il ms. Vis. tutte cose e tutte creature.
  2. A tutti tre i tempi, è aggiunto dal traduttore.
  3. Il t dice pensée: per errore di penna fu scritto facimento. Il ms. Fars. legge pensamento. Erra la Crusca leggendo facimento a tal voce. Legge invece pensagione, alla voce eternalmente citando il medesimo brano. Anche una variante francese erroneamente legge cestc facon.