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DE PARADOSSI 61

per la prigione divenne gli anni passati piu illustre nel cospetto di Cesare che prima non era, quantunque del suo ingegno et ardire fatto havesse gia piu d'un paragone. Io non asegno pero che le prigioni, i ceppi, et le catene non possano in qualche parte impedire le nostre buone attioni, ma negarò bene che impedir possano i santi et giusti pensieri, i nobili concetti, et gli alti discorsi, li quali, mal grado di chi gli faccia ostacolo, non solo possono haver adito nelle stinche di Firenze, nel forno di Moncia et nel sasso di Lucca, ma potrebbono anchora saglire in sulla croce di Teodoro Cireneo, entrare nel toro di Falaride et penetrare nell' aspro dolio di Attilio Regolo. Essendo prigion del Doria il buono signor Ascanio Colonna non rimase già egli però impedito di operare con la sua rara prudentia, in servigio del suo signore, et fare che il prefato Doria senza molto indugiare di capitai nemico divenisse affettionato servidore di Cesare, donde poi facilmente si puotero de molti disegni colorire. Per le prigioni s'astengono gli huomini da infiniti peccati, gli occhi loro non vegono spettacoli che li anoiano, o la carnal concupiscenza destino, ne odono gli orecchi si frequentemente ambasciate moleste, o voci d'Iddio biastemiatrici viveno piu temperatamente, sono piu securi et a tempi di guerra, et a tempi di peste, non hanno da pagare tasse, tributi, o pigion di casa, sono privati delle male conversationi che guidar