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F A V O L E 207

una voce dal Cielo, che diceva: Pazzo, che sei, batti il Cavallo, e spingi innanzi le ruote, ed allora chiama Ercole in ajuto, ed egli t’ajuterà.

Sentenza della favola.

Moralità. Li voti oziosi niente giovano, perchè Dio non gli esaudisce, ma fa mestiero, che t’ajuti da te medesimo, e così t’ajuterà Iddio.


Di un Bue, e di un Giovenco. 190.


U

n Bue Vecchio di continuo arava, un Giovenco, che non aveva ancora provato fatica, lo beffeggiava dicendo: Io pasco in questo prato erboso e son libero, e mai non ho provato giuoco alcuno, e sto sempre in ozio, e tu hai consumato il collo per la fatica, e sei brutto, ed io bello. Il Bue vecchio niente gli rispose. Quindi a poco vide, che il Giovenco era menato al macello, e dissegli: Questa tua vita oziosa a che ti ha condotto? all’accetta. Adesso credo, che più lauderai la mia fatica, che il tuo ozio.

Sentenza della favola.

Moralità. Per viver bene, bisogna faticare, perchè un uomo ozioso, e dato in tutto a piaceri, rare volte fa buon fine.


Di un Cane, e d’un Leone. 191.


I

l Cane disse al Leone; Perchè vai tu per le selve errando, e patisci fame, freddo, e caldo? e perchè non fai come io, che senza fatiga alcuna, vivo e pigliomi piacere? Il Leone rispose: Tu hai da mangiare, con dura fatica, ma sei soggetto, e servo, de io son libero, e non voglio servire.