Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1842, I.djvu/324


annotazioni 289

mente da una idea che serve come di modello per ciò che dee avvenire. Ora si possono concepire due specie di modelli o tipi: l’uno eterno, immutabile, un altro contingente e mortale. Non è da Dio formato il mondo a norma di questo, poichè il mondo è la più bella delle opere e Dio la migliore delle cagioni; straniera all’invidia, essa dovea al possibile rendere l’opera sua simile a sè. Egli è per ciò che questo mondo, fatto all’immagine di quanto v’ha di migliore, passò dal disordine allo stato di ordine, perchè l’ordine è migliore del disordine. — Ritter.

Questa sostanza essersi immutata in quattro elementi. — Il costante cangiamento nella natura corporea, secondo Platone, si opera nello spazio dalle forme dei quattro elementi, i quali non possono altrimenti essere concepiti, che come stati della stessa natura corporea universale. Insegnava egli per conseguenza potere uno di questi elementi facilmente tramutarsi in tutti gli altri. — Vedi più innanzi.

Del fuoco elemento una piramide, dell’aria un ottaedro ec. — In due modi il nostro filosofo si esprime sulla natura dei quattro elementi: l’uno si riferisce alla figura geometrica dei corpi, l’altro alle qualità sensibili, sotto le quali questi elementi ci appaiono. Platone, in generale, considerando i rudimenti indeterminati della materia come lo spazio, non poteva considerare le forme determinate della materia che come le figure dello spazio. Ciò si congiugne coll’idea generale, esservi piuttosto accordo e regolarità ne’ rapporti corporei, che disaccordo e irregolarità. Quindi i cinque corpi regolari servono di base alla determinazione delle forme elementari, poichè la piramide dovea corrispondere al fuoco, il cubo alla terra, l’ottaedro all’aria, l’icosaedro all’acqua, mentre il dodecaedro è assomigliale alla sfera, e riservato alla forma del mondo che comprende tutti gli elementi.