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della Maona ne abbiamo alcune d’argento meglio lavorate e di più grazioso conio.

La prima e più grande (T. IV, n.ᵒ 50) ha nel diritto il solito castello turrito sormontato da aquila nascente coronata, ed accostato dalle lettere V · I, con sotto l’anno 1562, ed in giro ☩ . CIVITAS · CHII; nel rovescio poi attorno ad una croce ornata ☩ · CONRADVS · REX · RO. Pesa denari 5.2 pari a grammi 6.500 e potrebbe essere a denari 10.20, ossia millesimi 9001.

La seconda (T. IV, n.ᵒ 51) che ci venne comunicata dal già lodato signor Franchini, abbenchè di conio più ristretto, è simile alla precedente dal lato dello stemma, ma dall’altro ha una croce fiorita con in giro ☩ · CONRADVS · REX · ROMANO. Quest’esemplare pesa denari 3.3 circa, o grammi 4.000, come un altro simile del quale abbiamo un calco dal cortese padre Pellegrino Tonini, dotto nummografo di Firenze.

La terza (T. IV, n.ᵒ 52), quantunque di minor diametro, è uguale alle suddette nel diritto, ma nel rovescio ha una croce un po’ ornata alle estremità e la leggenda ☩ · CONRADVS · REX · ROMA. Pesa denari 1.13.12 pari a grammi 2.000, e l’ebbimo dal signor Franchini.

La quarta (T. IV, n.ᵒ 53) è varia dalla precedente solo nella leggenda del rovescio che è ☩ CONRADVS REX RO, e nel peso che è di grammi 1.555.

In questi pezzi, nei quali vedonsi le lettere V · I · iniziali di Vincenzo di Tommaso Giustiniani, già Garibaldo, podestà in detto anno 1562, abbiamo una piccola serie di moltiplici di caratti, che però non sappiamo come determinare esistendo troppa disuguaglianza nei pesi, poiché il primo non può corrispondere col secondo, del quale o dovrebbe essere il doppio o la metà di più, ma non sta nè per l’un caso nè per l’altro; il terzo sarebbe la metà del secondo, ma il quarto che dovrebbe essere ad esso uguale diminuisce di grammi 0.445 dal suo peso; per la qual cosa dobbiamo aspettare a stabilire il loro valore quando troveremo qualche documento che ci arrechi sopra tali monete alcun lume.

  1. Questa moneta venne già pubblicata dal Giustiniani a pag. 54 del libro La gloriosa morte de’ 18 fanciulli Giustiniani. Avellino 165.